martedì, 09 febbraio 2010


voodoo_by_roymata9 La celebrazione tombale
di questa dedizione d'inchiostro
moltiplica le pillole di metafisica
in coperte imbottite di pietra.
In un sadico torchio
di seconda mano
la vena vorace s'ingozza
di perversi miraggi,
spalmati in inseminazioni sintetiche
d'ossigeno scaduto.
Catena ciondolante,
in una maternità d'agonia,
incisa nel sudore delle tue litanie,
disdetto è l'appuntamento con il Giorno.
In un dirupo dei tradimenti,
l'occhio perde precisione,
affannosa irregolarità
di un centro traslato
nella periferia delle frivolezze.
L'uncino dello zelo scuoiato
dalla chiave del pretesto,
un'ampolla carente di soddisfazioni
integrate in aspettative d'amorevolezza,
battezzata nell'aceto funebre,
impasta incubi di cera
in un affilato inferno di stoffa.
A squarciagola
la falda dei desideri
azzanna
il Tempo che brucia.



NicoleRIO alle ore 14:24







martedì, 09 febbraio 2010


12859_1243844867157_1560438089_30638064_710684_nIl polso dell'ibrido mito,
diadema della dissonanza,
affila l'inzuppato costume
dell'opaca consuetudine.
In un rivolo di millanteria,
divorzia dall'ipogeo
del compromesso.
Devoto alla megalopoli
della sua ortodossia,
punta il megafono
nella serranda del mecenate
e fracassa l'acconciatura
della notorietà.
Il volto della vendita,
rettilineo martirio dell'arte,
lucida la prateria dell'ignobile.
Licenza proibita
nel listino dell'ingiunzione,
saccente asfalto di superbia,
intransigenza in pillole,
ormeggia in duelli con la modestia.
La locomotiva della logica,
nel binario dell'esclusivo,
si schianterà nel vocabolo dell'incanto
e senza pareggio
la lanterna della libertà
affamata d'insonnia,
sbranerà l'insoddisfazione,
priva di una pubblicazione
in saldo.



NicoleRIO alle ore 14:19







martedì, 09 febbraio 2010


 

 

Tornerò

a vivermi  d’amore

 

Della sua eterna forza.

Dimora

di alati sguardi

 

Artefice

Carnefice

 

Fragile embrione.

Scrigno

di antiche memorie.

 

Incanto

Sgomento

 

Universale credo

 

Amerò ancora

 

Innalzerò l’anima,

o ne morirò dentro.

 

Ne sarò bersaglio

-   immobile.

 

 

Maria Grazia Vai



soledadd alle ore 13:05







lunedì, 08 febbraio 2010


 

 

 

L’amore ha senso

come ha senso l’amore

 

Giorno dopo giorno

Un passo dopo l’altro

 

Come un treno

che proviene

dalle nebbie della vita

 

Ci si allontana dalla riga gialla

 

Per avvicinarsi

a quella rossa

del cuore

 

Ancora un passo

e sarà giorno

 

L’amore ha un senso

quando il senso sei tu.

 

 

 

Maria Grazia Vai

Sulle note di “Anime Salve” di Fabrizio De Andrè

http://www.youtube.com/watch?v=0Dg4_camGyY



soledadd alle ore 14:46







giovedì, 04 febbraio 2010


 

 

E aspetto te
mentre il pensiero si fa mattino

tra l’odore del caffè
e il sapore di una sigaretta
che non ho ancora acceso.

E penso
a come ti respiravo
e quanto io ti ispiravo.

E fu poesia.

E’ da qui che siamo emersi
come musica
dal mare.


Sfumature dello stesso cielo.


Noi
così diversi
e innamorati.
 

Mi immergo in te.

 

 

 

Maria Grazia Vai


.....sulle note di "L'odore del mare" di Eduardo De Crescenzo.....

 



soledadd alle ore 10:23







mercoledì, 03 febbraio 2010


 

 

.

Vorrei esserti pensiero

per arrivare in fondo ad ogni tuo respiro

mentre  una carezza si sofferma

 

sull’ultima sillaba del suo nome

 

Ti guardo mentre fai finta di dormire

solo perché con gli occhi chiusi

credi non si possa vedere

 

 la nebbia che hai nel cuore

 

Perché ti manca il tondo del suo viso bambino

I suoi libri, le bambole, i suoi riccioli.

Le sue piccole scarpe, i suoi grandi sorrisi.

 

Ti guardo e stringo la tua mano

mentre una lacrima

bagna il ricordo dei suoi guanti preferiti

 

Che disse di aver perduto

ma che invece regalò a chi ne aveva più bisogno

 

Cuore di bimba, cuore tuo

Vorrei che fosse qui, oppure tu con lei

 

Amore mio

 

  .                                                                                                                                                                   .

 

.                                                                       :

 

Maria Grazia Vai

.                                                                                                                                                                                                                                                             .

.... dedicata a tutti i padri, alle loro figlie .... e a colui che mi fu padre....

e poi a me, che prima di essere madre,  le fui figlia ....

 

.....Asoltando "La fata"  di Bennato.....

......



soledadd alle ore 16:26







mercoledì, 03 febbraio 2010


 

 

 

 

  

Gemme nuove sui miei rami

e dentro gli occhi

cieli tersi

che si espandono

 

Come le tue mani

dentro i miei pensieri

che ti comprendono

 

Parole nuove sulla mia bocca

e nel cuore

inverni tiepidi

che mi riscaldano

 

Come la tua voce,

come quando avvolge

ogni centimetro della mia pelle

 

e mi scopre fiore, germoglio.

 

E tenera foglia.

 

 

 

 

Maria Grazia Vai

 

Sulle note di Ludovico Einaudi “Primavera”



soledadd alle ore 16:04







mercoledì, 03 febbraio 2010




Non è di certo a caso che mi hai bucato la pelle 
Se tu potessi essere quel rosso evanescente fra i miei turgidi polpastrelli
lasciati freddi da una dimenticanza fatta tatto
Quella lacrima di sale addensata fra le ciglia colte
..quel respiro gelato che s'ingoia per dissetarsi dall'assenza della tua voce
-allora sapresti perche ho scelto te-


Non è di certo a caso che hai scelto me per imparare ad uccidere
Ti sei tuffato nel profondo del mio vuoto fatto di carne e brandelli di silenzi
ed hai vagato nudo fra le membra esangui
assaporando quella voglia di appartenenza che solo il sapore del sangue
sapeva farti dire di Sentirti in Vita
Come quando il pianto di una rosa recisa
sfilava nel vento arrendendosi al brusio del crudele destino fra mani che hanno Osato Sapere


Non è di certo a caso che le mie vene vuote abbiano scelto te
per legarsi ad un ignara speranza
per sfamarsi lentamente della ruggine che nasce come radici dal filo spinato
ed inebriarsi del profumo d'erba bruciata al passaggio di antiche guerre
...come tremante confusione di suoni
che si sciolgono nel percorso di parole mai nate
che porta ciò che era ..alla Solenne Evoluzione
e giace fra le rughe..addormentandosi in un silenzioso rumore
d'ossa di scheletri mai scoperti
e voci di dolori di costole affrante  ...di abbracci mai dati

 
Non è di certo a caso che tornerò alla vita
pensando di Saper morire più di qualsiasi altro Essere
sapendo di saper Godere di quella finta gioia disegnata per volti scarni
smorti
come il tuo che posi fra le mani vuote -mai sazie- bagnate di fumo
appoggiandoti ai muri
in un viale senza luci di una vecchia Londra uggiosa denudata di bellezza
dimenticata dai suoni di rotaie deragliate
fra le cosce di ignare ninfe


E non sarà mai per caso se ancora i miei seni si poseranno sui tuoi respiri fermi
come quando ridendo..infangavi il mio corpo
beccandolo con il riso senza eco
di un corvo nascosto alla sua stessa Notte

-Runa-
  


 



rose74 alle ore 13:50







martedì, 02 febbraio 2010



filo-spinato







Ho visto bambini dagli occhi vecchi

segnati nell'animo e nei volti

Ho visto uomini senza nome

marciare cadaveri nel silenzio del nulla

Ho visto donne dagli occhi aridi

troppe lacrime hanno solcato quei visi incavati

Ho visto divise negare l'esistenza

dei corpi che le indossavano

Ho visto morti trascinarsi nella nebbia

e supplicare un cielo vuoto di poter abbandonare questa terra

Ho visto preghiere mute librarsi nell'aria

dalla cenere d'un camino

Ho visto belve ridere sguaiate

dinnanzi a fantasmi che attendono la fine

Ho visto esseri umani

annientati nel loro esistere

Ho visto fratelli uccidere i propri simili

mentre i loro volti sorridevano

Ma i miei occhi non riescono ancora a misurare le atrocità

di cuori intrisi d'odio

Ho visto molte cose

che non debbono essere taciute

Per non dimenticarle.

Mai.


**********

Perchè ricordare solo il 27 gennaio?



EsserLibera alle ore 21:49







lunedì, 01 febbraio 2010


Non illuderti Madame
oggi stai seduta scomoda,
non c’è spazio per la tua falce,
io mi lascio vivere nel sole
e non mi getto al vento.

Sospesa in confusione,
rileggi attenta nel mio spazio
in cerca di quel dettaglio,
quel sintomo d’abbandono
volato tra minuti in ansia.

Se vuoi riposare ancora
stai pure e arrota la tua lama,
ti servirà quando sarò stanco
di concedermi alla luce,
di respirare i profumi della terra.

Oggi non ho tempo,
oggi ho il canto tra le dita
e nelle tasche due spiccioli di vita.



grisby6043 alle ore 15:46